L’intervento della CRI a seguito del disastroso sisma di magnitudo 7.6 della scala Richter che l’8 ottobre 2005 ha provocato circa 80.000 morti nelle regioni settentrionali del Pakistan, al confine con l’India, è avvenuto a seguito di apposita specifica richiesta da parte del Dipartimento della Protezione Civile che ha ritenuto opportuno inviare in zona strutture sanitarie di primo intervento per il supporto alla popolazione locale così duramente colpita dall’evento calamitoso.
A poche ore dal verificarsi del sisma la CRI ha prontamente approntato un Posto Medico Avanzato, con relative strutture, materiali e personale dell’Ispettorato Nazionale del Corpo Militare e dell’Ispettorato Nazionale delle Infermiere Volontarie, che è stato prontamente inviato in zona d’operazioni con vettore aereo messo a disposizione dal Dipartimento della Protezione Civile.
Una volta in Pakistan, grazie ai contatti con le autorità locali, i soccorsi italiani sono stati convogliati verso la città di Manshera, nel nord del Paese, a pochi chilometri di distanza dalla città di Balakot completamente rasa al suolo dal sisma.
D’intesa con le autorità sanitarie del posto, è stato deciso di impiantare un Ospedale da campo italiano da circa 120 posti letto nella zona universitaria di Manshera, il cui nucleo principale, oltre al Posto Medico Avanzato di cui sopra, è stato costituito da attendamenti ed attrezzature della Croce Rossa Italiana, oltre a quelli delle altre strutture operative nazionali di protezione civile attivate dal citato Dipartimento, tra cui la Regione Marche e diverse Associazioni di Volontariato.
Con lo stabilizzarsi della situazione, ed attesa la necessità di incrementare la qualità ed i servizi offerti dall’ospedale italiano di Mansehra, oltre che, ovviamente, avvicendare ed integrare il personale della CRI, è stata attivata la Sala Operativa Centrale gestita dal Servizio 2° Interventi di Emergenza, che ha provveduto ad inviare in loco, in base alle richieste che provenivano dal Pakistan per il tramite del coordinamento affidato al Dipartimento della Protezione Civile, personale sanitario specialistico (in particolare, ortopedici ed infermieri di area critica) nonché logisti in possesso di particolari professionalità, grazie anche all’indispensabile supporto offerto dalle varie Componenti Volontaristiche della CRI.
Una volta esaurita la fase degli interventi di emergenza veri e propri, l’ospedale italiano di Manshera, visto che nel frattempo le strutture sanitarie locali, grazie anche al supporto internazionale, erano riuscite a raggiungere un livello di maggiore autonomia e sufficienza rispetto ai giorni immediatamente successivi al sisma, ha gradualmente regolarizzato le proprie attività, consentendo nel contempo al personale sanitario locale di subentrare nella gestione delle varie attività avviate.
L’ultimo contingente della CRI operante in Pakistan è rientrato in Italia nella prima metà del mese di gennaio 2006.
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