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HPV3F Access Project

Progetto finalizzato all'implementazione di un piano vaccinale contro il cancro del collo dell'utero e le patologie HPV-correlate
per ragazze appartenenti a nuclei familiari vulnerabili
PERCORSO VACCINALE: DOCUMENTO OPERATIVO
(contiene la scheda tecnica aggiornata del vaccino)

Progetto per la vaccinazione anti-HPV delle giovani vulnerabili


Il Progetto, frutto di un accordo tra la Croce Rossa Italiana e la Sanofi Pasteur MSD, consiste nel realizzare un piano completo di copertura vaccinale contro il papillomavirus umano (HPV) responsabile del cancro del collo dell'utero e delle patologie HPV-correlate, per le ragazze che si trovino in condizioni di vulnerabilità. Per la realizzazione del Progetto la Sanofi Pasteur MSD intende effettuare una donazione alla C.R.I. delle dosi di Gardasil necessarie per la copertura vaccinale di un numero consistente di giovani che si trovino in tali condizioni. Il vaccino tatravalente è in grado di proteggere dai 4 tipi più comuni e pericolosi di HPV (6 e 11, responsabili dei condilomi genitali; 16 e 18, responsabili di varie neoplasie tra cui il carcinoma del collo dell'utero, della vulva e della vagina) e di offrire anche una protezione nei confronti di altri tipi di HPV oncogeni non direttamente inseriti nel vaccino.

Le ragazze ritenute eleggibili alla vaccinazione da parte delle strutture di C.R.I. nelle varie regioni italiane, saranno seguite fino al completamento del ciclo vaccinale, che consiste nella somministrazione di tre dosi a distanza rispettivamente di 0,2 e 6 mesi a partire dalla prima dose.

Ciascuna sede destinata alla vaccinazione avrà un accesso, mediante propria password, alla rete intranet della C.R.I. nella sezione relativa al Progetto. In tale sezione sarà disponibile tutta la documentazione necessaria per la procedura vaccinale. I dati relativi ad ogni singolo atto vaccinale dovranno essere trasmessi all'organizzazione centrale. (A tal fine, il corretto utilizzo di tale sezione verrà illustrato durante la giornata di formazione del 24 gennaio 2008).

Data l'importanza di tali informazioni, per finalità scientifiche di studio e per via dell'elevato impatto sociale ed umanitario di tale progetto, si raccomanda vivamente alle figure coinvolte a livello regionale nonché locale, la massima attenzione affinché sia ottimizzata la procedura in tutte le sue fasi, tra cui non ultima la corretta raccolta e trasmissione dei dati all'organizzazione centrale.
Situazione attuale della campagna di vaccinazione:

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CONSENSO INFORMATO PER LA VACCINAZIONE CONTRO IL PAPILLOMAVIRUS UMANO (HPV)
Il cancro del collo dell'utero (carcinoma della cervice uterina) è la seconda causa di morte, in Europa, per tumore tra le giovani donne tra i 15 e i 44 anni, dopo il tumore al seno. Soltanto in Italia, ogni anno muoiono circa 1500 donne: 4 ogni giorno. Questo carcinoma è associato per più del 99% dei casi alla presenza del Papillomavirus umano (HPV). L'infezione da HPV è molto frequente: si stima che il papillomavirus infetti oltre il 75% della popolazione sessualmente attiva, con un picco di prevalenza negli adolescenti e nei giovani adulti. Nella maggior parte dei casi, fortunatamente, l'HPV non determina alcuna conseguenza clinica e resta asintomatico, regredendo poi spontaneamente. In altri, invece, il virus entra nei tessuti, e provoca inizialmente le cosiddette lesioni precancerose che possono poi progredire fino al cancro del collo dell'utero. Esistono poi altre fomre di patologie indotte dall'HPV, molto frequenti ed invasive: i condilomi anogenitali.

Il nuovo vaccino quadrivalente Gardasil, distribuito in Europa dalla Sanofi Pasteur MSD, è attivo contro i tipi virali 6 e 11, responsabili del 90% dei condilomi genitali; e contro i tipi 16 e 18, responsabili di oltre il 75% dei tumori del collo dell'utero.
Da recenti studi effettuati su oltre 25.000 donne in 33 Paesi del mondo, tale vaccino ha dimostrato di possedere un'alta efficacia nella prevenzione delle lesioni precancerose della cervice uterina, della vulva, della vagina, del carcinoma della cervice uterina, nonché delle lesioni genitali esterne (condilomi genitali). Pertanto il Gardasil rappresenta, ad oggi, l'unico strumento in grado di proteggere le donne dal tumore del collo dell'utero e dalle altre patologie HPV-correlate.
E' molto importante ricordare che il vaccino anti-HPV agisce contro i tipi virali più frequentemente correlati alle patologie da HPV, e che quindi esiste una possibilità, seppure molto bassa, di contatto con altri tipi virali non contenuti nel vaccino. Pertanto, a partire dai 25 anni di età, si raccomanda comunque alle ragazze di effettuare lo screening cervicale periodico (Pap test), che permette la diagnosi precoce delle lesioni precancerose prima che esse possano degenerare in cancro.

Il vaccino viene somministrato mediante tre iniezioni intramuscolo da effettuare nel giro di sei mesi, a distanza rispettivamente di due e sei mesi a partire dalla prima somministrazione.

In seguito all'inoculazione del vaccino si potrebbe verificare un rialzo della temperatura (piressia), oppure reazioni al sito di iniezione quali: eritema, dolore, gonfiore, più raramente prurito o sanguinamento. E' inoltre possibile, seppure molto raramente, il verificarsi di reazioni allergiche cutanee come orticaria, o respiratorie come broncospasmo.

Alla luce di quanto precedentemente esposto dal Dr. , per poter essere sottoposti alla vaccinazione è necessaria una preventiva autorizzazione che sarà rilasciata dal soggetto in questione se minorenne o, nel caso di maggiorenne, da un genitore o da chi ne fa le veci.





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