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Sociale

Caporalato: il presidio umanitario della Croce Rossa per i braccianti del Mezzogiorno

 
Caporalato: il presidio umanitario della Croce Rossa per i braccianti del Mezzogiorno
 
Caporalato: il presidio umanitario della Croce Rossa per i braccianti del Mezzogiorno
 
 

Distribuzione di viveri e beni di prima necessità, assistenza sanitaria, orientamento legale e supporto psicosociale. La Croce Rossa Italiana prosegue il lavoro nei territori dove la piaga del caporalato è più sentita, con un piano operativo che mira a dare supporto e assistenza a migliaia di lavoratori, in gran parte migranti, soggetti a turni lavorativi non regolamentati per la raccolta di frutta e verdura nelle campagne del Mezzogiorno e costretti a vivere in alloggi di fortuna in assenza delle più basilari condizioni igienico-sanitari e degli spazi minimi vitali.

 
Caporalato: il presidio umanitario della Croce Rossa per i braccianti del Mezzogiorno
 
Caporalato: il presidio umanitario della Croce Rossa per i braccianti del Mezzogiorno
 
 

Da diverse settimane l'attività già in atto in tutti i territori a opera dei Comitati territoriali, è stata potenziata con l'utilizzo di numerosi volontari impegnati in Calabria, Sicilia, Campania e Puglia dove è stato anche avviato un censimento degli insediamenti in cui trovano temporanea sistemazione i lavoratori e da cui è emerso un quadro di estrema difficoltà. Dai braccianti stessi è stata poi spesso avanzata la richiesta di assistenza medico-sanitaria, per cui si sta studiando una risposta strutturata su tutti i territori coinvolti.   

E proprio nell'ottica di un intervento strutturato aprirà domani il Centro Accoglienza Migranti Stagionali di Palazzo San Gervasio, in Basilicata, che sarà gestito dalla Croce Rossa e servirà a garantire condizioni di vita dignitose ai braccianti, fornendo anche un servizio di trasporto dei lavoratori dal centro ai campi.

Un'attività necessaria, quella messa in campo dalla CRI, anche considerando i numeri del fenomeno. Il IV Rapporto Agromafie e Caporalato, infatti mette in luce i dati INPS per cui su circa un milione di lavoratori agricoli stranieri, nel 2017, sono stati registrati con contratto regolare in 286.940, circa il 28% del totale, di cui 151.706 comunitari (53%) e 135.234 provenienti da Paesi non UE (47%). È stimato, inoltre, in 30.000 il numero di aziende che ricorrono all’intermediazione tramite caporale, circa il 25% del totale delle aziende del territorio nazionale che impiegano manodopera dipendente.

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