testata per la stampa della pagina

“Non sono un bersaglio”. Francesco Rocca: “Una ‘narrazione’ mai tentata prima”

 

Perché la Croce Rossa Italiana ha deciso di lanciare questa Campagna, Presidente? 

Sono anni che la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICRche ho l’onore di presiedere, così come il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), l’Istituzione indipendente e neutrale che protegge e assiste le vittime della guerra e della violenza armata, denunciano l’acuirsi delle violenze ai danni di chi porta aiuto.

Cosa sta accadendo?

Assistiamo a un salto indietro di 150 anni nella conduzione dei conflitti armati. Non è trascorsa una settimana, negli ultimi due anni, senza che sia stato registrato un episodio di violenza contro l’assistenza sanitaria: circa 1300 incidenti in 16 paesi in conflitto o colpiti da altre emergenze. Cifre incredibili e scioccanti. A parte le vittime immediate, gli attacchi al personale e alle strutture sanitarie continuano a uccidere migliaia di persone, privandole dell’accesso a un servizio vitale. Il tutto, nonostante la Risoluzione 2286 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU del 2016, volta ad aumentare il rispetto di operatori e strutture. Repubblica Centrafricana, Afghanistan, Siria, Iraq, Yemen, sono solo alcuni dei luoghi in cui – sistematicamente – si violano le Convenzioni di Ginevra e le norme del Diritto Internazionale Umanitario.

L’Italia cosa c’entra con tutto questo?

Associamo sempre questo tipo di violenze a scenari lontani e che non ci riguardano. Niente di più sbagliato. Sono 3.000 i casi di violenza a operatori sanitari italiani registrati nel 2018, a fronte di sole 1.200 denunce all’Inail: aggressioni a medici e infermieri in ospedale, nei Pronto Soccorso e nei presidi medici assistenziali. Altro drammatico aspetto è quello delle aggressioni agli operatori delle ambulanze e dei danneggiamenti ai mezzi stessi. Basta leggere i giornali e troviamo frammentate ma cicliche notizie in merito, da nord a sud. Ecco perché, tenendo conto dei logici distinguo, la Croce Rossa Italiana ha deciso realizzare una campagna su un “doppio binario” per denunciare, oltre a quanto accade in scenari internazionali, una realtà semisconosciuta o spesso sottovalutata che ci coinvolge da vicino e che riguarda anche (e non solo) i volontari CRI: quella delle violenze ai danni dei nostri operatori e/o strutture sanitarie. Così nasce “Non sono un bersaglio”: una “narrazione” mai tentata prima.

 


Ci vuole parlare dell’Osservatorio?

Non esistono numeri esatti del fenomeno: perciò la CRI ha voluto istituire anche un Osservatorio, attraverso il quale i nostri operatori possono compilare un form e denunciare l’aggressione subita, proprio per colmare questa lacuna e fornire dati attendibili. Una volta raccolti, questi ultimi andranno a costituire un report che Croce Rossa utilizzerà per bussare alle Istituzioni e ragionare sulle azioni da compiere. Non vogliamo solo raccontare, ma fare advocacy e proporre soluzioni.


Il 15 febbraio si terrà anche un convegno internazionale a Roma?


“Non sono un bersaglio”, come già sottolineato, si pone l’obiettivo di azioni concrete: a partire da un grande convegno internazionale, che si terrà a Roma il 15 febbraio, e che prevede il coinvolgimento di attori internazionali e dell’associazionismo che si occupa di assistenza sanitaria e di tutela della salute, comprese le regioni che hanno il servizio del 118. Ma tutta l’Associazione e i territori sono coinvolti: abbiamo diffuso il materiale ai nostri Comitati e incluso un Decalogo da apporre nelle ambulanze per ricordare i corretti comportamenti a tutela del soccorritore. Inoltre, avremo la presenza di nostri volontari e di personale qualificato, come i nostri Istruttori DIU, nelle piazze d’Italia e nelle scuole, per diffondere il messaggio attraverso postazioni informative. La Campagna gode di partner istituzionali come la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Salute, la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e Media Partner che diffonderanno i nostri spot informativi.

Cosa possono fare, in concreto, le Istituzioni e i Governi?

I Governi e le Istituzioni possono fare molto: sia a livello internazionale - perché perfino le guerre hanno regole e feriti e soccorritori devono essere protetti, in ogni circostanza - che a livello nazionale, per far luce sul preoccupante fenomeno. L’opera di sensibilizzazione deve essere capillare: perché colpire chi porta soccorso significa annichilire la speranza, la civiltà, il futuro stesso.

Copyright © 2017 All Rights Reserved - Associazione della Croce Rossa Italiana - Via Toscana, 12 - 00187 Roma - Tel. 065510- P.I. e C.F. 13669721006
Codice Univoco Fatturazione Elettronica A4707H7