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Giovani

HIV e malattie sessualmente trasmissibili: oltre 340 persone migranti agli incontri formativi dei Giovani CRI

Concluso il progetto “Prevenzione in Movimento”: 26 appuntamenti per sensibilizzare e promuovere la prevenzione

 
 

Ridurre i rischi di contagio da HIV e malattie sessualmente trasmissibili e promuovere la tutela della salute tra la popolazione migrante. Si conclude il progetto ‘Prevenzione in Movimento’ dopo 26 incontri informativi e di sensibilizzazione presso il CAS di Bresso (MI) ed il Centro “Fenoglio” di Settimo Torinese (TO) a cui hanno partecipato oltre 340 ospiti delle strutture gestite della Croce Rossa provenienti da 20 Paesi diversi. Il progetto, co-finanziato dall’Ufficio Otto per Mille della Tavola Valdese, ha visto il coinvolgimento attivo di 23 giovani volontari CRI che, una volta formati sulla tematica, hanno organizzato e condotto gli incontri con le persone migranti. Al termine delle attività, iniziate nel gennaio 2018, sono stati realizzati opuscoli informativi sui sintomi e la prevenzione delle malattie in sette lingue diverse e 3 filmati informativi.

 
 

“Siamo orgogliosi di aver contribuito alla realizzazione di ‘Prevenzione in Movimento’ – dichiara Susanna Pietra Responsabile dell’Ufficio 8x1000 dell’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi – un progetto in cui i giovani volontari hanno trasmesso le conoscenze in materia di prevenzione ai loro coetanei favorendo la comunicazione e l’apprendimento reciproco”. “La formazione tra pari – aggiunge Giuseppe Vernero Coordinatore Equipe Multidisciplinare SPRAR - Centro “Fenoglio” di Settimo Torinese -  è un tratto distintivo di questo progetto che ha permesso l’instaurarsi di un dialogo interattivo e incoraggiato lo scambio di esperienze. È stato quindi un momento importante sia per i beneficiari che per i giovani dell’Associazione che si sono misurati con i temi della prevenzione della salute e della migrazione”.

Attraverso un approccio pratico e interattivo, si sono affrontati i sintomi e le modalità di trasmissione di ogni malattia sensibilizzando gli ospiti sulla prevenzione e sui rischi connessi ad una diagnosi tardiva. Inoltre, sono stati formati sui corretti utilizzi dei contraccettivi. Tematiche di fondamentale importanza come evidenziano le ricerche che fotografano un aumento consistente dell’incidenza dell’AIDS tra le persone migranti. Si passa dal 11% nel 1992 al 27,1% nel 2014 con un incremento, in termini assoluti, di 1002 casi (Fonte – I.S.S.). Recenti studi hanno inoltre dimostrato come la maggior parte dei nuovi casi abbia contratto il virus dopo l’arrivo in Italia a causa di diversi fattori: la vulnerabilità del viaggio, la difficoltà di accesso al sistema sanitario, la scarsa conoscenza delle patologie e delle modalità di trasmissione e la carenza di prevenzione.

“Nonostante le difficoltà iniziali – afferma Marco Callisti volontario CRI e referente attività nel CAS di Bresso – abbiamo notato un miglioramento non solo nelle competenze acquisite dagli ospiti ma anche un maggiore coinvolgimento e voglia di prendersi cura di sé. Alcuni di loro infatti, nel corso degli incontri, si sono rivolti al medico del centro per approfondire la tematica delle malattie sessualmente trasmissibili”.

 
 
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