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Sociale

Io, Volontaria della Croce Rossa Italiana

Ogni volta che aiuto qualcuno ricevo molto più di ciò che mi è stato tolto

di Monica Sutera, Volontaria CRI di Agrigento

 
 
di Monica Sutera, Volontaria CRI di Agrigento, racconta la sua esperienza di volontariato in Croce Rossa Italiana
 
 

Silenziosamente si avvicina al mio letto d’ospedale, mi guarda e mi sorride. Porta un camice bianco e scorgo, sulla parte destra del petto, il disegno di un cerchio. Con gli occhi non ancora del tutto aperti cerco di capire cosa ci sia scritto. Ecco, riesco a leggere: “22 agosto 1864 Convenzione di Ginevra” e all'interno una croce rossa.
Mi chiede se ho fame, se può aiutarmi a mangiare. Io, immobile su quel letto, dopo l’asportazione di un tumore, tubi ovunque, due giorni senza aver mangiato nulla, sono senza forze. Le rispondo di sì ma ancora non capisco cosa voglia da me questa ragazza che, mi è chiaro, è una volontaria della Croce Rossa Italiana.

Lei prende il piatto con dentro della pastina, il cucchiaio, e pian piano me lo avvicina alla bocca. Chiede il mio nome, mi dice il suo e mi parla della bella giornata di sole là fuori, di cosa le piace mangiare. Mi fa sorridere quando mi racconta del suo cagnolino. Finito il mio pasto, mi dice semplicemente: “Tornerò stasera, adesso vado”.
È unica. Lei, una volontaria della Croce Rossa, è la sola persona che in quei quindici giorni non mi ha mai chiesto “Come stai? Hai dolori? Farai la chemioterapia?”. L’unica che per dieci minuti non mi ha fatto pensare a tutto il dolore che stavo provando, all'amarezza di una femminilità persa.
È tornata ancora. L’ultima volta che l’ho vista le ho chiesto: “Cosa fate in Croce Rossa?” E lei, con un sorriso, ha risposto: “Tra le tante cose importanti, noi ci siamo dove c’è sofferenza”.

Da quell'incontro, la mia voglia di conoscere il mondo della Croce Rossa è diventata sempre più forte. Sono tornata a casa dopo 21 giorni di ricovero e dopo più di un anno di sofferenze e dubbi. Dopo essermi presa del tempo per tornare in forma, ho subito iniziato a cercare informazioni su internet per capire se esistesse nel mio paese l’associazione della Croce Rossa. Da una pagina web all'altra, scopro che si parla di Croce Rossa ovunque: leggo della Strategia 2020, degli obiettivi strategici, di storie di volontariato. Mi è sempre più chiaro che la Croce Rossa c’è ogni giorno, per chiunque e ovunque.
È un momento di vita in cui mi sento vuota, mi sento persa, svuotata nella mia dignità di donna. Ho provato sulla mia pelle la paura di morire. È in quel momento che faccio una domanda a me stessa: “Dopo quello che Croce Rossa ha fatto per me, cosa posso fare io per alleviare le sofferenze degli altri?”. Penso subito che la mia storia potrebbe essere utile per la prevenzione, perché conosco bene i sintomi che possono aiutare a capire che qualcosa non va nel nostro corpo.

È stato allora che ho contattato il comitato CRI della mia zona e ho iniziato il corso base. Ogni giorno, da quando sono entrata in Croce Rossa, ho imparato qualcosa, a partire dai 7 Principi: Umanità, Unità, Universalità, Imparzialità, Indipendenza, Neutralità e Volontariato. Oltre a leggerli, scopri pian piano come viverli e farli tuoi. Questi 7 Principi dovrebbero far parte di tutti noi nel lungo percorso della vita. 
Ho imparato che le persone possono dimenticare ciò che hai fatto e ciò che hai detto ma non smetteranno mai di ringraziarti se, nel momento del dolore, della sofferenza o della paura, le hai fatte sentire meno sole o meno angosciate. Da quando ho sconfitto il tumore, nonostante io abbia perso tanto, ho scoperto che ogni volta che aiuto qualcuno o offro il mio conforto vengo ripagata e ricevo molto più di ciò che mi è stato tolto. Perché il bene che dai rimane per sempre nei ricordi delle persone a cui l’hai donato.
Henry Dunant, fondatore della Croce Rossa, ha detto: “Poiché tutti possono, in un modo o nell'altro, ciascuno nella sua sfera e secondo le sue forze, contribuire, in qualche misura, a questa buona opera”.

Ed è vero. Non ci è stata data la vita per stare ad osservare. Non basta guardare i tg e pensare che qualcuno sia pronto ad intervenire in caso di incidente. Impariamo noi stessi cosa fare in caso di emergenza. Non restiamo indifferenti davanti ai senza dimora per strada e alle migliaia di persone che arrivano in Italia dopo viaggi pericolosi nel Mediterraneo. Facciamo qualcosa per essere noi i primi agenti del cambiamento.
Come dice Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana, “Dobbiamo riportare al primo posto l’umanità nel momento in cui il mondo è attraversato da sfide angoscianti”. Ed è con questo scopo che la Croce Rossa opera nel mondo, offrendo ai suoi Volontari gli strumenti per dare aiuto, proteggere, intervenire nelle emergenze. Croce Rossa mi ha dato una mano nel tirar fuori il mio senso di umanità, principio insito in ognuno di noi ma che spesso, travolti dal quotidiano, dimentichiamo di avere. Ed è questa, per me, la sua grande forza.

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