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Salute

Francesco Rocca: l'onore di poter dire grazie alla "prima linea" della Croce Rossa

 
 
 
 

"Siamo nati per affrontare tutte quelle situazioni che sembrano sopraffare l’essere umano. Chi entra in Croce Rossa sin dall'inizio fa questa scelta. Eppure, quello che sta accadendo nel mondo ha messo a dura prova anche noi, consapevoli di trovarci in uno scenario imprevedibile e ingestibile: il virus è un nemico invisibile, capace di sopraffare anche la più salda delle volontà. In Lombardia si è pagato il prezzo più alto, i nostri volontari sin dall'inizio hanno rappresentato la prima linea e, se fosse ceduta quella, non avrebbe resistito il sistema Croce Rossa nel resto del Paese: questo era il mio più grande timore. Eppure, ancora una volta ho ricevuto una lezione di vita incredibile da queste eccezionali donne e uomini: hanno segnato il passo e resistito con grande tenacia, portando sempre e comunque soluzioni ai tantissimi problemi, mantenendo la barra dritta, con un sorriso per chiunque e nella piena consapevolezza di correre quotidianamente dei rischi. Ecco perché è per me stato un vero onore essere accanto a loro a Codogno, a Milano, a Lodi, a Brescia, a Bergamo, ma anche a Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena, toccando con mano il sacrificio della 'terra di Solferino'. E, credetemi, non sono mai stato così orgoglioso di essere il Presidente della Croce Rossa. I volontari qui stanno facendo qualcosa che segnerà la storia della Croce Rossa negli anni a venire.

La donazione cinese di Tocilizumab

Sono lieto di aver iniziato la mia visita ricevendo un’importante donazione dalla Croce Rossa Cinese, che rappresenta una speranza concreta: 3045 fiale di Tocilizumab, il farmaco che, al momento, è una delle vie più accreditate per fermare l’infezione polmonare da COVID-19, come è stato dimostrato su alcuni pazienti. La CRI a sua volta le ha donate a Aifa. Le 3045 fiale sono state ripartite su tutto il territorio nazionale.

I tanti Comitati visitati

E’ stato emozionante vedere tutti i nostri volontari all’opera, poter pranzare con loro e scambiare emozioni, paure e riflessioni, toccare con mano l’operato ininterrotto da settimane. Salutare a Brescia, dalla finestra, le Sorelle che si prendono cura dei pazienti dimissionari dalle rianimazioni della provincia al Centro Pastorale Paolo VI. Vedere la mole di servizi che fanno a Lodi, dalla spesa a domicilio al telefono amico e il trasporto sanitario. Osservare la tenacia dei bergamaschi, l’orgoglio della CRI di Codogno. Tutti dicono la stessa cosa: 'Siamo stremati e stanchi, ma andiamo avanti'. E lo fanno davvero questi incredibili fratelli. Ho sempre detto che non amo la parola eroi perché quello che si fa in Croce Rossa è animato dallo spirito di servizio e da un’adesione consapevole ai 7 Principi. Ma, questa volta, l’appellativo di eroi se lo meritano tutto, per la generosità senza eguali e il mettere concretamente gli altri prima di noi. Sono state tante le foto dove abbiamo voluto creare una virtuale catena umana, perché solo uniti ce la faremo, pur tenendo le distanze, che sono solo fisiche". 

Lo ha scritto il Presidente della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, sul sito ufficiale www.francescorocca.eu

 
 
 
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