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Sono passati tre anni dal sisma che ha colpito Amatrice e il Centro Italia. Da allora, e ogni giorno di più, l'impegno della Croce Rossa Italiana non ha conosciuto soste. Dopo aver soccorso la popolazione, partecipando attivamente sin dai primi momenti alle operazioni di emergenza - considerata la gravità ed estensione del drammatico evento – la CRI ha inteso, per la prima volta nella sua lunga storia, lanciare una raccolta fondi costituendo un'unità ad hoc, l’Unità Sisma, composta da ingegneri, legali ed esperti del settore, dedicata allo sviluppo di progetti da realizzarsi in favore dei territori colpiti. Con la costituzione dell'Unità, la Croce Rossa Italiana ha avviato un percorso diverso da quello del classico supporto storicamente prestato in fase di emergenza, realizzando strutture: un’evoluzione verso un legame continuo e quotidiano con le popolazioni dei territori colpiti.

 
 
 
 

Azioni dirette della CRI in favore delle popolazioni: 

Campo estivo residenziale e multisportivo a vocazione sociale (dal 2017 ad oggi) al Terminillo, con partecipazione, a titolo gratuito, di molti giovani di Amatrice. Presentigiovani volontari di Rieti che fanno anche attività formativa. Il Camp è aperto a tutti i ragazzi - dai 7 ai 17 anni - dell'area colpita dal Sisma. Quest'anno, tuttavia, presenti anche alcuni bimbi di Genova sfollati dopo il crollo del Ponte Morandi. Ogni anno partecipano circa 700 bambini. 
Progetto di supporto psico-sociale alla popolazione mediante costituzione di un Team composto da psicologi ed assistenti sociali. L’iniziativa, assolutamente innovativa, fa seguito al progetto-pilota svolto, per verificarne l'efficacia, nelle Marche e che, avendo avuto successo, viene ora replicato anche nelle altre Regioni. L’intenzione è quella di sostenere la popolazione proprio ora, quando le luci dei riflettori si sono spente, ma i bisogni sono rimasti. 
Realizzazione del Centro Polifunzionale con presidio CRI (avvio lavori entro dicembre 2019), il primo vero nuovo punto di aggregazione sociale per la Città che promuoverà la rigenerazione e lo sviluppo del tessuto sociale che, nei territori colpiti dal sisma, è spesso caratterizzato da una diaspora dovuta alla paura e alla sfiducia nella ricostruzione. Avrà al suo interno un cinema e un teatro. L’Impegno finanziario della CRI è di circa due milioni di euro.

 
 
 
 
 


Azioni indirette in favore della popolazione:


- Realizzazione di un presidio CRI (Unità Territoriale) al cui interno operano i volontari del Comitato di Rieti: segno di una presenza e di un legame sempre più forte tra la Croce Rossa e la città di Amatrice. La sede garantirà, in caso di nuove emergenze, una risposta più tempestiva da parte dell'Associazione.

- 16 Corsi di formazione svolti con il supporto economico della British Red Cross: coinvolti circa 500 volontari delle 4 Regioni, per migliorare le conoscenze e le capacità operative in caso di nuove emergenze. Finanziato da British Red Cross anche il Campo di formazione Interregionale dell'Area Emergenza, tenutosi a Spoleto, e che ha formato ed aggiornato circa 250 Volontari.

- Implementazione della flotta dei Comitati per una migliore risposta in caso di emergenza: ad oggi acquistati oltre 50 mezzi.

 
 
 
 
 



Francesco Rocca: Ad Amatrice e in Centro Italia ci siamo stati, ci siamo e ci saremo!




“Ricordo bene le primissime ore dopo la violenta scossa che ha colpito il Centro Italia nel 2016, il 24 agosto di tre anni fa. Ci siamo immediatamente mobilitati per intervenire in soccorso delle popolazioni colpite in sinergia, come sempre, con il Dipartimento di Protezione Civile: attivati oltre 250 volontari e 90 mezzi, squadre dei soccorsi (SMTS), personale medico, unità cinofile. In tempi record è stato allestito anche un posto medico avanzato (PMA) e due cucine da campo che hanno preparato migliaia di pasti al giorno per la popolazione terremotata e per i tantissimi operatori del soccorso”.


I campi della Croce Rossa

“Successivamente, sono stati allestiti campi per i cittadini a Roccasalli, Amatrice, Grisciano, Pretara e Arquata del Tronto. Oltre alla distribuzione di generi di conforto è stata fatta attività di monitoraggio e censimento della popolazione. In alcuni punti di accoglienza organizzata anche l’animazione per i più piccoli, come a Grisciano (frazione di Accumoli) dove è stata creata una ludoteca - l’Angolo di Henry - in cui i bambini presenti nel campo hanno trovato momenti di svago e serenità. Fondamentale, in quei giorni, il ruolo delle squadre di supporto psicologico (SEP) che hanno dato sostegno ed aiutato centinaia di persone a superare il trauma vissuto. Oltre al lavoro nei campi di accoglienza, nei poli logistici di Roma, Avezzano, Bresso, Rieti e Castel di Lama, gli operatori CRI si sono occupati dello stoccaggio e dello smistamento dei materiali donati”.

Ad ottobre la terra ha tremato ancora

“Le nuove scosse hanno notevolmente ampliato lo scenario di intervento. Croce Rossa Italiana, già presente in forze su tutta l’area interessata, si è attivata con oltre 300 tra volontari e operatori, sotto il costante monitoraggio e coordinamento della Sala Operativa Nazionale. Circa 80 i mezzi impiegati, tra cui ambulanze, autovetture, fuoristrada e camion. Volontari e operatori CRI sono subito intervenuti a Camerino, Visso, Norcia, Spoleto, Sarnano, Corciano e in tutti i paesi colpiti, ma anche nei centri sulla costa che hanno ospitato gli sfollati, come Porto Sant'Elpidio e San Benedetto del Tronto”.

A gennaio nuove scosse e l’emergenza neve

“Anche in questo caso la Sala Operativa Nazionale della Croce Rossa Italiana, in collaborazione con la Protezione Civile, ha attivato tutti i suoi centri operativi per fronteggiare l’emergenza neve in Centro Italia, a cui si sono aggiunte forti scosse di terremoto registrate nelle province di Rieti e L’Aquila. Centinaia di volontari hanno svolto operazioni di supporto al 118, sovraccaricato dalle numerose chiamate provenienti dai cittadini. Prioritaria è stata l’attività di ripristino delle comunicazioni, fondamentali per ristabilire i contatti con le persone rimaste bloccate a causa delle condizioni meteo, oltre alle attività di soccorso della popolazione. In diversi casi sono stati percorsi chilometri a piedi sulla neve, con l’aiuto della ciaspole. Oltre 300 le brande, complete di coperte, che sono state messe a disposizione per i vari centri di accoglienza allestiti”.

I numeri complessivi dell’intervento di Croce Rossa per il Centro Italia

“Solo durante la fase di emergenza sono stati oltre 5000 i volontari e gli operatori intervenuti, più di 2000 i veicoli utilizzati tra ambulanze, furgoni, fuoristrada, motoslitte e autocarri, 145.000 i pasti sfornati dalle cucine, migliaia le persone assistite in ogni modo. Oggi, ancora una volta, voglio dire loro grazie ed esprimere il grande orgoglio per l’incredibile operato”.

Un impegno che continua

“La Croce Rossa non ha lasciato le popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto neanche per un giorno e non lo farà in futuro. Ad ottobre 2016, infatti, è stata creata l’Unità di Progetto Sisma Centro Italia proprio per seguire ancora più da vicino il lavoro di sostegno alle popolazioni colpite. In questo modo siamo al fianco delle Istituzioni che si stanno occupando della ricostruzione, collaborando ed intervenendo dove viene richiesto. L’idea della CRI è quella di ricostruire il senso della comunità, oltre che gli edifici. Per fare questo, sin da subito, è stato avviato un percorso di dialogo continuo con il territorio: ogni zona ha una storia e delle esigenze diverse; solo grazie ad un vero ascolto dei bisogni e delle aspettative di chi ha vissuto il dramma del sisma, in particolare i più vulnerabili, si può realizzare qualcosa che sia veramente funzionale alla rinascita dei territori. Per questo, oltre al lavoro quotidiano di assistenza e formazione della popolazione, si stanno progettando strutture che possano essere veri e propri centri di aggregazione sociale, capaci di ricucire il tessuto sociale. Possiamo dire che costruiamo, nel vero senso della parola!”.

Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana
 
 

 
 
 
 
 
 
 
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