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Sentenza TAR: non in discussione potere di nomina del Presidente

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In merito alla sentenza n.504/2019 del TAR Lazio sezione Terza Quater, pubblicata il 15 gennaio scorso, che accoglie il ricorso presentato dall’ex Ispettrice Nazionale Sorella Monica Dialuce Gambino sulla nomina a opera del Presidente Nazionale della Ispettrice delle Infermiere Volontarie di Brindisi, la Croce Rossa Italiana, nel rispetto di tale pronuncia, non può non sottolineare un aspetto sostanziale evidenziato nella stessa sentenza. 

Senza voler discutere in questa sede le argomentazioni svolte dal Giudice Amministrativo nella parte delle motivazioni della sentenza, non può negarsi infatti come, nell’accogliere il ricorso, il TAR non contesti in nessun modo la sussistenza in capo al Presidente Nazionale del potere di nomina delle Ispettrici di Comitato. Aspetto già affermato, peraltro, dal medesimo Tar Lazio Sez., III Ter, con la sentenza n. 2564/2003. 

Il TAR non ha messo mai in discussione il potere del  Presidente Nazionale di avocare a sé, in qualsiasi momento, e, quindi, esercitare direttamente, le suddette deleghe, che risultano essere ab origine di competenza esclusiva del Presidente stesso.

Ciò appare evidente nella misura in cui il TAR fonda la propria determinazione sulla mera assenza di revoca formale della delega di cui all’art 1735 d.lgs. 66/2010 conferita alla ex Ispettrice Nazionale con l’Ordinanza Presidenziale del novembre 2014 (quindi in costanza del primo mandato ricevuto come Presidente dell’allora Ente di diritto pubblico). Dunque, il Tribunale Amministrativo riconoscerebbe alla detta delega una supposta ultrattività e, quindi, un’efficacia estensibile anche al periodo successivo alla costituzione dell’Associazione di diritto privato ed alle elezioni degli organi associativi tenutesi nel 2016. Ciò emerge con estrema chiarezza dal passaggio testuale contenuto a pagina 3 della sentenza di interesse, ove il TAR afferma che: “risulta, altresì, non controverso tra le parti che, con ordinanza del novembre 2014, il Presidente dell’Associazione ha conferito alla ricorrente le deleghe di cui all’art. 1735 del d.lgs. n. 66/2010. Tanto premesso, ritiene il Collegio che il provvedimento n. 150 del 10 giugno 2016 (prodotto dalla amministrazione resistente), con il quale il Presidente dell’Associazione Croce Rossa ha conferito espressamente alla ricorrente le deleghe di cui all’art. 1735, comma 5, del d.lgs. n. 66/2010 (a norma del quale: “5. La chiamata delle infermiere volontarie in servizio straordinario in tempo di pace o in servizio di guerra o di grave crisi internazionale ha luogo con provvedimento dell'ispettrice nazionale, emanato per delega del presidente nazionale dell'Associazione, e notificato all'interessata dall'ispettrice da cui dipende”), non comportava (neppure implicitamente) la revoca delle deleghe precedentemente conferite, non essendovi incompatibilità, né sul piano logico né su quello giuridico, tra i due atti

 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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