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Giornata Mondiale Donatore Sangue. Rocca: con pandemia ancora in corso raccolta sangue fondamentale

 
 
 

Il 14 giugno è la “Giornata Mondiale del Donatore di Sangue” e la Croce Rossa Italiana avvia la campagna “Buon sangue non mente” con lo scopo principale di aumentare la consapevolezza del valore della donazione presso le nostre Comunità. Oggi più che mai, al tempo del Covid-19 che per noi della CRI è divenuto “Il Tempo della Gentilezza”, ci troviamo di fronte a un’occasione per ribadire l’importanza della solidarietà, dell’impegno civile e del valore del dono attraverso un gesto semplice, sicuro e che porta benefici a chi lo fa e a chi lo riceve.

La campagna “Buon sangue non mente”

Le attività proposte nella campagna consistono in una azione social che prevede momenti di interazione con i Volontari CRI e la pianificazione, a livello nazionale, di giornate di donazione di sangue organizzate dai nostri Comitati territoriali. La raccolta sangue è sostanziale con una pandemia ancora in corso, per sostenere lo sforzo enorme delle strutture sanitarie e garantire cure efficaci a tutti i pazienti. Negli anni passati eravamo fisicamente nelle piazze e nei luoghi di aggregazione a sensibilizzare sul valore della donazione. Oggi, queste piazze sono necessariamente virtuali. Tuttavia possiamo fare molto, insieme.

La necessità di un cambio di passo culturale

Perché se è vero che sono tanti i donatori italiani, volontari e non remunerati, che contribuiscono a salvare vite e a garantire la qualità, la sicurezza e la disponibilità di emocomponenti fondamentali per migliaia di pazienti ogni anno, ci sono regioni in Italia in cui la carenza è costante, specialmente dopo il lockdown. Siamo inoltre giunti in estate e sentiamo ogni anno parlare di “emergenza sangue”: un problema concreto, visto che le partenze contribuiscono a interrompere i consueti flussi di raccolta, un periodo nel quale anche le comunità più virtuose riscontrano serie difficoltà. La soluzione non è solo quella di correre ai ripari, ma riuscire a diffondere una cultura della donazione anonima, consapevole, non remunerata e periodica. La donazione del sangue dovrebbe, infatti, diventare una buona abitudine a beneficio di se stessi, perché consente un monitoraggio del proprio stato di salute, e a favore della collettività.

È il punto di vista che deve cambiare

In ogni emergenza nazionale, i terremoti per esempio, o durante i periodi in cui gli appelli sui media aumentano esponenzialmente, sono tante le persone pronte ad andare a donare il sangue: quello che dobbiamo far capire a tutti è che non dovremmo trovarci mai in una situazione di necessità. Perché se di emergenza dobbiamo parlare, si deve ricordare che la stessa è costante. La Croce Rossa Italiana ha una lunga storia di promozione della donazione del sangue e di educazione alla salute. Riteniamo sia necessario, quindi, disporre di un adeguato numero di donatori periodici, coscienti del valore del loro gesto, sui quali poter contare tutto l’anno, emergenza Covid-19, festività e vacanze comprese!


Lo ha detto il Presidente Francesco Rocca su www.francescorocca.eu

 
 
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