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Nuovi atti vandalici a strutture sanitarie CRI: devastata tenda drive-through per tamponi Covid-19 in provincia di Firenze

Andrea Regoli (Referente attività tamponi Comitato Strada in Chianti): “Prima di agire, veniteci a trovare, chiedete chi siamo e quello che facciamo”

 
 
 
 

“La violenza contro gli operatori sanitari deve finire”, questo lo slogan della campagna della Croce Rossa Italiana “Non sono un bersaglio”. Eppure, nonostante i passi avanti compiuti, nuove forme di aggressioni a operatori e mezzi di soccorso - della CRI ma anche di altre sigle - stanno avvenendo in tutta Italia ai tempi del Covid-19, tanto che il Presidente Francesco Rocca ha lanciato un appello nazionale in merito. Uno degli ultimi casi è la devastazione e la messa a soqquadro della tenda della Croce Rossa Italiana per tamponi del Comitato di Strada in Chianti. Ne parliamo con Andrea Regoli, Referente dell’attività.

Cosa è avvenuto?
“Durante la fascia di coprifuoco è stata devastata la nostra struttura, un ambulatorio all’aperto nel quale operano volontari impegnati a sostenere il sistema sanitario regionale nello svolgimento di numerose attività, tra cui l’esecuzione drive through dei tamponi molecolari e l’assistenza a favore delle famiglie indigenti. Un atto vandalico voluto, non il primo in questa direzione, visto che una cosa simile era già successa a San Casciano e a Firenze. Ci tengo a sottolineare che la tenda vandalizzata non è di proprietà del nostro Comitato, ma un prestito del Comitato di Incisa, con il quale collaboriamo da sempre”.

Perché avvengono questi atti autolesionistici?
“Non abbiamo un’idea chiara. Ma certamente è qualcuno che vive una paura irrazionale del contagio. Una testimone mi ha riferito che stamattina la tenda era nuovamente giù. E’ un attacco al sistema sanitario nazionale, probabilmente causato da confusione, senso di smarrimento e sfiducia”.

Quali sono state le conseguenze dirette di questo gesto?
“Abbiamo dovuto interrompere l’attività di tamponamento, per fortuna per poco. Abbiamo ripreso, infatti, a farli dal pomeriggio successivo al fatto. Inoltre, ci sono stati danni alle attrezzature. Ma non ci siamo fermati. In un giorno effettuiamo una media di 40 tamponi, un numero consistente per una frazione piccola come la nostra”.

Cosa si sente di dire agli autori del gesto?
“Prima di agire, chiedo a chi sente l’impulso a lesionare una struttura del genere di venirci a trovare, chiedere quello che facciamo e chi siamo. Agire contro di noi che aiutiamo il sistema sanitario territoriale è un male e un danno per tutta la collettività. Se una persona ha paura la invitiamo a dialogare, le nostre porte sono sempre aperte.
Devo dire che abbiamo ricevuto molta solidarietà dalla nostra Comunità. Il centralino del Comitato in questi giorni è sempre occupato, perché sono tantissime le telefonate di solidarietà”.

 
 
 
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