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Integrazione e solidarietà: la CRI della Bassa Romagna, un modello da imitare

 
 
 
 

Taher e Arfan, giovani richiedenti protezione internazionale, ospiti del CAS gestito dal Comitato Croce Rossa della Bassa Romagna (Lugo), sono due esempi di solidarietà e altruismo.
Abbandonata la loro terra d’origine, il Pakistan, tra i paesi asiatici maggiormente colpiti dai conflitti interni e dalla crisi economica, i due ragazzi sono arrivati in Italia nello scorso febbraio, attraverso la pericolosa rotta libica, alla ricerca di prospettive migliori e, soprattutto, della sopravvivenza. Una volta accolti dal CAS romagnolo, si sono messi subito a disposizione del Comitato diventando volontari della Croce Rossa e collaborando quotidianamente a sostegno delle più disparate attività, nonostante le difficoltà legate all’emergenza Covid-19.
 

Il ringraziamento e le parole del Presidente di CRI Bassa Romagna
“Fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria nazionale di febbraio scorso - spiega il Presidente del Comitato della Bassa Romagna, Roberto Faccani - i due giovani, ospiti del nostro CAS, sono diventati volontari e da allora tutti i giorni sono in prima linea negli svariati compiti che vengono svolti dal nostro Comitato: dal supporto alle autorità locali fino all’assistenza alla popolazione. In particolar modo, in quest’ultimo periodo estremamente drammatico per la nostra Regione, Taher e Arfan hanno contribuito quotidianamente: alla preparazione dei pacchi viveri da consegnare nelle case delle persone positive al Covid-19; all’assistenza sanitaria a domicilio; all’accoglienza delle persone che dovevano sottoporsi a tamponi, offrendo sempre la propria disponibilità. Il sogno di Taher e Arfan è continuare a vivere in Italia e collaborare attivamente con la Croce Rossa nell’aiuto verso le persone più vulnerabili, anche come segno di gratitudine per l’accoglienza ricevuta fin dal loro arrivo nel nostro Paese. Il loro aiuto costituisce per il nostro Comitato un grande esempio di dedizione alla comunità e ai principi della CRI, nonché un modello di integrazione virtuoso per il nostro Paese. È anche grazie a giovani come loro se oggi il nostro Comitato è riuscito a fronteggiare questi mesi estremamente complicati a causa dell’emergenza Covid-19”.

 
 
 
 
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