Croce Rossa Italiana - Testata per la stampa

8 Maggio 2021 - Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

Il messaggio di François Bugnion, Membro Onorario del Comitato Internazionale della Croce Rossa, ai volontari della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

 
François Bugnion e Paolo Vanni

Cari membri e cari volontari della Croce Rossa Italiana,
Cari amici sotto l' Eemblema della Croce Rossa

Per il secondo anno consecutivo, celebriamo la Giornata mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa all’ombra della crudele pandemia.
Il nostro primo pensiero va a tutte e a tutti coloro che sono morti a causa di questa terribile malattia, tra grandi sofferenze e senza il soccorso dei loro cari. Il nostro pensiero va a coloro che si sono ammalati e sono sopravvissuti ma continuano a subirne le conseguenze, in particolare sotto forma di difficoltà respiratorie. Il nostro pensiero va infine ai parenti degli scomparsi, a coloro, donne e uomini che sono stati separati da un essere caro e che, molto spesso, non hanno avuto neppure la possibilità di confortare i loro famigliari nella loro ultima lotta per la sopravvivenza. 

La pandemia non deve farci dimenticare le vittime delle guerre e delle altre catastrofi che colpiscono l’umanità. Penso in particolarealle popolazioni dell’Afghanistan, della Siria, della Palestina, della Libia e di tutti gli altri paesi angosciati dalla guerra. Purtroppo, ahimé, il flagello della pandemia non ha portato gli uomini a porre fine alle violenze che li contrappongono gli uni agli altri.

In questa giornata dell’8 maggio, pensiamo anche a tutti i volontari della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa che, da oltre quindici mesi lottano contro il flagello della pandemia. La Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa sono state al primo posto nella lotta contro la pandemia, a fianco dei servizi sanitari.
Come azione di prevenzione, essi hanno introdotto il distanziamento sociale e le misure d’igiene allo scopo di interrompere le catene di trasmissione della malattia. Hanno aiutato a portare i pazienti negli ospedali e nei centri di rianimazione; hanno collaborato con i medici, con le infermiere e con gli infermieri dovunque fosse richiesta la loro assistenza. Hanno offerto conforto a donne e uominiche avevano perso una persona cara. Hanno sostenuto inoltre le campagne di vaccinazione.

Nella storia del nostro Movimento, mai, senza dubbio, si era assistito ad una tale mobilitazione del personale e dei volontari della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. In Cina, in Giappone, nella Nuova Zelanda, in India, in Medio Oriente, in Africa, in Europa, in America del nord e in quella del sud, dovunque, i volontari sono in azione e lottano contro lo stesso flagello.
Anche se ancora oggi la lotta è condotta principalmente sul piano nazionale, sappiamo che si tratta di una lotta planetaria contro un flagello planetario. Come avvenne per il vaiolo, l’umanità si libererà della pandemia solo quando sarà eradicata dovunque, quando si spegneranno gli ultimi focolai.

Una commemorazione come questa, della Giornata mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, diventa così l’occasione di un ritorno alle fonti, non per autocompiacersi del cammino fatto, ma per rimettere in primo piano i valori fondanti del nostro Movimento, per essere sicuri che la nostra azione di oggi sia propriamente in linea con i principi preposti fin dalle origini dell’opera.

La Croce Rossa, contrariamente ad un’idea largamente diffusa, non è nata nella mente di un vegliardo dalla lunga barba bianca, nella tranquillità del suo studio o nella camera di un ospedale. Essa è nata nel cuore di un giovane nel fiore degli anni. È nata in piena azione, sul campo di battaglia di Solferino. È nata tra le urla dei feriti abbandonati senza cure la sera della battaglia.
Henry Dunant aveva appena 31 anni quando l’opportunità di un viaggio d’affari lo portò a Castiglione delle Stiviere la sera del 24giugno 1859, mentre la sanguinosa battaglia di Solferino si stava concludendo a qualche chilometro di distanza. Lui ha affrontato l'orrore di migliaia di feriti abbandonati perché i servizi di sanità militare erano totalmente sopraffatti (dal disastro). In realtà, non esistevano neppure, almeno nell’esercito francese, perché i responsabili dell’Intendenza avevano requisito i carri e le carrette del servizio di sanità per il trasporto delle munizioni.
Dunant dimenticò le preoccupazioni finanziarie che l’avevano condotto in Italia e fece quello che ogni volontario della Croce Rossa o della Mezzaluna Rossa avrebbe fatto nelle stesse circostanze: si diede da fare per soccorrere i feriti meglio che poteva, dissetando gli infelici che morivano di sete, lavando le ferite, cambiando le fasciature, inviando il suo cocchiere a Brescia per l’acquisto di viveri, di teli e di materiali di medicazione. Cercò anche di mobilitare dei volenterosi: le signore e le giovani di Castiglione e qualche straniero di passaggio.
Con la sua azione e con il suo esempio, Dunant fissò molti dei principi fondamentali che dovevano guidare la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa fino ad oggi:

Il principio di umanità che porta a vedere nel ferito o nel malato solamente un essere umano che soffre, escludendo ogni altra considerazione e ogni discriminazione, e cercando di soccorrere i feriti e i malati secondo la loro sofferenza.

Il principio d’imparzialità che lo spingerà a curare i feriti austriaci come quelli francesi o i piemontesi. «Tutti fratelli» ripetevano dopo di lui le donne e le giovani di Castiglione che si lasciavano coinvolgere dal suo esempio.

Il principio di neutralità dell’azione sanitaria che lo portò a fare un passo presso l’alto comando dell’esercito francese a Cavriana per chiedere la liberazione dei medici austriaci prigionieri affinché potessero curare i feriti e aiutare i loro colleghi francesi o piemontesi.

Il principio d’indipendenza perché Dunant prese le iniziative che gli sembrarono giuste senza chiedere l’autorizzazione a nessuno.

Il principio di volontariato grazie all’esempio di un’azione volontaria e disinteressata e la mobilitazione di altri volontari.

Anche se Dunant non pensava allora ai principi di unità e di universalità, si sa che questi principi s’imposero poco dopo. Così non è esagerato dire che i Principi Fondamentali della Croce Rossa o della Mezzaluna Rossa sono nati, essenzialmente, a Castiglione nei giorni successivi alla battaglia di Solferino. Questi sono i principi che guidano oggi l’azione della Croce Rossa o dellaMezzaluna Rossa.

Li ho ricordati, non per guardare al passato ma per far luce sul futuro e, prima di tutto, sull'immediato futuro, perché la lotta planetaria contro la pandemia deve proseguire fino all’eradicazione del virus non solo nel nostro paese, ma dovunque.
I Principi fondamentali della Croce Rossa o della Mezzaluna Rossa hanno guidato, da Solferino, l’azione del nostro Movimento. Non c’è alcun dubbio che illumineranno anche il nostro futuro. Ne avremo molto bisogno perché la lotta deve proseguire. La storia ci insegna, ahimé, che in quest’ambito non c’è una vittoria definitiva.

Come scriveva Albert Camus nelle ultime righe della sua opera premonitrice dal titolo La peste:
“… il batterio della peste non muore né scompare mai, può rimanere dormiente per decenni nei mobili e nella biancheria; attende pazientemente nelle stanze, nelle cantine, nei bauli, nei fazzoletti e nelle scartoffie e, forse, verrà un giorno in cui, per sfortuna e per insegnamento degli uomini, la peste sveglierà i suoi topi e li manderà a morire in una città felice. "

Tuttavia, se non c’è una vittoria definitiva contro la malattia e la morte, spetta alla dignità dell’umanità, spetta alla dignità della Croce Rossa o della Mezzaluna Rossa riprendere costantemente la lotta. Ogni vita salvata è una vittoria. Una vittoria che non ha prezzo.

François Bugnion, Membro Onorario del Comitato Internazionale della Croce Rossa

 
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La campagna nazionale ed internazionale degli #Inarrestabili e #Unstoppable

 
 

La Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, istituita l’8 maggio in occasione dell’anniversario della nascita del suo fondatore Henry Dunant, quest’anno sarà la celebrazione dell’enorme sforzo dei volontari della Croce Rossa Italianatanto in prima linea nella lotta alla pandemia quanto in tutte le altre attività che hanno continuato a portare avanti, senza sosta.Oltre 150mila volontari CRI in tutta Italia e circa 50.000 persone che hanno richiesto di aderire al programma di “volontariato temporaneo”, da oltre un anno hanno garntito con dedizione, impegno e grande professionalità tantissimi servizi per la comunità. A loro è stata dedicata sui social la campagna con hashtag #Inarrestabili e a livello internazionale #Unstoppable, lanciato dalla Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.
Inarrestabile è stato, infatti, dall’inizio della pandemia, l’operato della Croce Rossa su tutti i fronti, riuscendo ad essere come sempre “ovunque per chiunque”. Oltre all’enorme attività sul fronte del Coronavirus e l’attuale impegno nella campagna vaccinale, ha consegnato più di 160.000 pacchi alimentari e quasi 35.000 consegne dibuoni spesa a persone e famiglie bisognose. In 90 Comuni italiani le Unità di Stradahanno operato in supporto delle persone senza dimora, ancora più ai margini a causa della pandemia. Non ha avuto sosta la donazione del sangue, l’attività di clownerie negli ospedali, anche a distanza. La nostra Centrale di Risposta Nazionale ha dato ascolto e supportato oltre 160.000 richieste che, sommate all’attività dei Comitati, arriva a oltre 500.000 servizi erogati e registrati.  Non è mai mancata la formazione per i nostri volontari e le campagne dei Giovani per i corretti stili di vita e per contrastare fenomeni quali il bullismo e il cyberbullismo, in particolare nel periodo della DAD.


 
 
 

In Toscana sono circa 14.000 i volontari CRI impegnati nei 69 comitati territoriali. Da marzo 2020, hanno assicurato i servizi di spese e farmaci a domicilio, supporto alle famiglie positive in quarantena domiciliare, distribuzione di pacchi viveri ai senza tetto e ai più vulnerabili, oltre a svolgere servizi di unità di strada.
A supporto alla Regione Toscana hanno garantito attività di screening assicurando la loro presenza in circa 200 piazze per Movida Sicura (dove sono stat effettuati oltre 36mila test sierologici) e altre 30 per Territori Sicuri. Hanno effettuato più di 60mila tamponi sia drive through che domiciliari, oltre a effettuare la distribuzione di mascherine alla popolazione per conto delle amministrazioni comunali e il supporto nei punti vaccinali. da ottobre hanno somministrato circa 3730 tra test sierologici e tamponi nelle Residenze Universitarie di FIrenze, Pisa e Siena, grazie ad una convenzione stipulata fra il Comitato Regionale della Toscana e l'Azienda per il Diritto allo Studio Universitario.
Sono stati i nostri inarrestabili volontari a montare, su richiesta della centrale Maxiemergenze regionale, tende pre-triage fuori dei principali ospedali toscani e trasportare elettromedicali ed attezzature sanitarie dalla centrale verso le strutture ospedaliere. Un impegno importante è stato anche quello di dare supporto per l'emergenza neve che si è verificata lo scorso gennaio.

 
 
 

 

La nostra sede si illumina di rosso per la Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

 
 

 

La Bandiera della Croce Rossa consegnata ed esposta sui palazzi della Regione e dei Comuni toscani

Per la prima volta la nostra bandiera, simbolo universale di quello che siamo e quello che rappresentiamo, è stata esposta a Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati a Firenze, sede della Presidenza della Regione Toscana, in piazza del Duomo a Firenze.

 
 
 
 
 
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