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Giovani

Giornata contro Bullismo e Cyberbullismo. I consigli di Croce Rossa Italiana

7 febbraio, Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo
 
 
 
 
7 febbraio, Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo
 
Si parla sempre più di bullismo e cyberbullismo e la fascia d’età delle vittime è sempre più bassa. Ne parliamo, in occasione della “Giornata Nazionale contro il bullismo”, con la psicologa della Croce Rossa Italiana Irene Sborlinireferente Nazionale Tavolo Vittime di Violenza e responsabile del Centro Antiviolenza di Chieti.
 
 
 

Bullismo e cyberbullismo sono termini di un fenomeno molto complesso. Si tratta di atti di violenza perpetrati in maniera sistematica, intenzionale e per un tempo continuato. Fino a poco tempo fa non se ne parlava, anche se sprazzi ne abbiamo avuti attraverso figure letterarie come il Franti del libro Cuore o cartoni animati di qualche decennio fa. Prima si parlava solo di sfottò, di presa in giro, di tappe esperienziali con cui ogni giovane doveva avere a che fare.

 
In che maniera ha inciso la diffusione massiccia dei social network?

L'era dei social ha favorito la diffusione delle identità singole e lo scatenarsi di una serie di istinti e reazioni. Dietro a un nickname, un pc o uno smartphone, ci si può sentire più protetti da una parte (minor assunzione di responsabilità) ma dall'altra molto più attaccabili, sotto controllo e sotto scacco (“Dov'è il mio aggressore? Quando e come attaccherà? Quanti saranno stavolta? Mi sento braccato, non ho via di fuga”).

 
Cosa si può fare per aiutare le vittime ed evitare che si giunga a casi (purtroppo sempre più diffusi) di suicidi o, comunque, ad atti di autolesionismo?

Gli interventi in urgenza-emergenza sono molto importanti. Tuttavia, la vergogna e il senso di colpa sono fattori che spesso impediscono la denuncia e la richiesta di supporto. Personalmente, confido in interventi psicologici, ma ancor più in quelli di prevenzione e sensibilizzazione dove la forza del gruppo, inteso non come branco, sia di sostegno e funzionale alla crescita. Penso, ad esempio, all’educazione affettiva o a tecniche di role playing per lavorare sul riconoscimento dell'altro come persona e non come oggetto di scherno o desiderio.

 
Esistono dei campanelli d’allarme del giovane che dovrebbero insospettire la famiglia?

Ce ne sono diversi. L’isolamento è uno di questi ma anche il “non detto” e i comportamenti alienanti. Mi riferisco sia alle vittime sia a coloro che si rendono protagonisti di questi atti. Inoltre, talvolta ci sono segni evidenti di lesioni imputate a "sviste e sbadataggine", così come “incidenti” su abiti, soldi e oggetti personali.

 
Quali sono i comportamenti, in caso di ammissione da parte del giovane, che i familiari dovrebbero adottare?

Un atteggiamento comprensivo, non protettivo o sminuente dell'accaduto e, quindi, non giudicante. Sicuramente ci vorrebbe un coinvolgimento di tutto il nucleo familiare, finalizzato a una riflessione articolata su più piani.

 
In questi giorni sono stati organizzati dei flashmob per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema. Ritiene che una corretta comunicazione e una netta denuncia del fenomeno possano aiutare le vittime del bullismo a uscire allo scoperto?

La denuncia collettiva, intesa come impegno della società per fare cittadinanza attiva e quindi prevenzione, è assolutamente indispensabile. Parlarne o usare "le parole del corpo", che sono poi le parole della creatività, aiuta non solo le persone rese vittime ma anche tutti noi a comprendere. Sono occasioni imperdibili di riflessione e incoraggiamento. Come Croce Rossa, per giunta, si tratta di un ulteriore compito di fronte al quale, in virtù dei nostri irrinunciabili 7 Principi, rispondiamo costantemente con segnali di presenza e di aiuto. 

 
7 febbraio, Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo
 
Su Facebook

NB: Effettua queste operazioni direttamente da PC!

1. Controlla i contenuti in cui vieni taggato: questa opzione è fondamentale nel caso tu voglia che i contenuti in cui vieni taggato (che quindi visualizzeranno anche i tuoi amici) siano preventivamente autorizzati da te.
a) Vai su “Impostazioni” cliccando sulla freccia in alto a destra (sulla barra blu)
b) Entra nella sezione “Diario e aggiunta di tag”
c) Alla domanda “Vuoi controllare i tag aggiunti dalle persone ai tuoi post prima che siano visibili su Facebook?” seleziona “Si”

2. Riconosci un profilo falso: questo è un passo fondamentale per proteggere te stesso e la tua identità digitale. Un malintenzionato, una volta accettata l'amicizia da un profilo fake, è infatti in grado di rubare molte più foto e informazioni dal tuo profilo. Per far si che ciò non sia possibile a priori, assicurati di aver attivato le giuste impostazioni sulla privacy (vedi punto 6).
a) Guarda rapidamente le foto dell’utente: se sono poche e tutte scattate nello stesso contesto il profilo potrebbe essere falso.
b) Scorri la timeline: un utente medio posta molti contenuti ogni settimana. Se i contenuti sono pochi e risalgono a poco tempo fa il profilo potrebbe essere falso.
c) Subito sotto l’immagine di copertina vai sulla sezione “Altro” e poi “Mi piace”. Visualizzerai le pagine a cui l’utente ha lasciato un “Mi piace”. Se sono poche, non coerenti tra loro, allora il profilo potrebbe essere falso. 

3. Blocca chi ti infastidisce e/o pubblica contenuti inappropriati:
a) Vai su “Impostazioni” cliccando sulla freccia in alto a destra (sulla barra blu)
b) Entra nella sezione “Blocco” 
c) Segnala gli utenti da cui non vuoi più ricevere messaggi e/o visualizzare contenuti pubblicati

4. Segnala un contenuto che ti infastidisce:
a) Clicca sulla freccia in alto a destra del post che ti infastidisce
b) Seleziona “Segnala post”
c) Indica a Facebook perché il contenuto dovrebbe essere rimosso

5. Rimuovi il tuo nome (tag) da un contenuto che ti infastidisce:
a) Clicca sulla freccia in alto a destra del post che ti infastidisce
b) Seleziona “Rimuovi tag”

6. Imposta le giuste impostazioni sulla privacy:
a) Vai su “Impostazioni” cliccando sulla freccia in alto a destra (sulla barra blu)
b) Entra nella sezione "Privacy"
c) Seleziona le opzioni che credi possano tutelarti al meglio

7. Riduci la privacy delle tue foto:
a) Apri il tuo profilo e accedi al una delle tue foto
b) Vicino la data di pubblicazione della foto, sotto il tuo nome, clicca sul simbolo presente e seleziona chi può vedere la tua foto

 
Su Instagram

8. Segnala un contenuto non appropriato:
a) Seleziona i tre puntini che trovi accanto al nome dell’utente che ha pubblicato il contenuto
b) Seleziona “Segnala” e poi “È inappropriato”
c) Continua segnalando i motivi per cui il post debba essere eliminato

 
In generale

9. Gioca d'anticipo
a) Usa password sicure, che siano diverse per ogni account social
b) Non lasciare mai il tuo smartphone sbloccato e non rivelare il tuo codice d’accesso a nessuno
c) Non fornire tuoi dati personali (neanche il tuo numero di telefono) a sconosciuti o a persone che conosci da poco) Presta molta attenzione alle foto che invii. Non inviare foto con nudità. Se dovessi farlo, anche se fortemente sconsigliato, fai in modo di non essere riconoscibile in volto.

10. Chiedi aiuto: Segnala sempre qualunque cosa ai tuoi genitori, insegnanti o alla polizia postale. Ricorda che ogni attività virtuale è tracciabile e ci sono professionisti in grado di aiutarti. 
In ogni caso, per sicurezza, copia il link o fai uno screen dei contenuti che costituiscono atti di cyberbullismo. Nel caso tu non sia coinvolto direttamente sarà tuo dovere segnalare il tutto alle autorità competenti. 

La Croce Rossa Italiana porta avanti quotidianamente progetti di educazione alla pace nelle scuole, con attività di sensibilizzazione su temi quali bullismo e cyberbullismo, valorizzazione delle differenze, diritti dell'infanzia, migrazioni, discriminazione, razzismo e pregiudizio. Questo genere di attività viene svolto prevalentemente nelle scuole elementari e medie. In particolare i progetti di prevenzione al bullismo mirano a far riconoscere il fenomeno, valorizzare il gruppo come elemento chiave per cambiare dinamica, coinvolgendo non solo studenti ma anche genitori e insegnanti. Se sei un genitore o un insegnante interessato a questo genere di attività per la tua scuola, contatta la sede della Croce Rossa più vicina a te oppure visita la nostra pagina dedicata alle scuole www.cri.it/miur.

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