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Campagna

Non sono un bersaglio: la visual campaign

“Non sono un bersaglio”, la campagna della Croce Rossa Italiana nata per denunciare il costante intensificarsi di attacchi agli operatori sanitari nei teatri di conflitti in tutto il mondo, ma anche in “insospettabili” contesti come le città e le provincie italiane, è anche una forte visual campaign, frutto di un lungo lavoro creativo e risposta concreta ad una specifica necessità comunicativa.

Il cuore

Si parte dal cuore. Il centro pulsante della vita, ma anche organo-simbolo di amore, sentimenti, speranze. E’ stato scelto come logo della campagna perché quello che fa un operatore sanitario è proteggere la vita mosso da una scelta dettata, appunto, dall’amore. Cuore che, tragicamente, diventa però anche un bersaglio: colpito, violato, sanguinante. In tal senso, l’immagine sviluppata rappresenta perfettamente quello che la campagna intende denunciare: l’aggressione del personale o delle postazioni sanitarie violano il diritto internazionale sanitario e fanno fare un salto indietro di 150 anni. Ma l’emanazione radiale all’interno dell’immagine è anche pulsione, perciò forza e, soprattutto, speranza.  Il cuore è stato colpito, ferito. Ma non sconfitto. 

L’Emblema violato

L’Emblema distintivo della Croce Rossa, scelto per il poster 1, è un altro simbolo universale, in questo caso di protezione. Eppure lo vediamo sporcato, macchiato, violato. Si tratta di una scelta volutamente disturbante, inconsueta, scioccante. Il simbolo qui comunica direttamente, senza bisogno di filtri concettuali, quello che nessuno vorrebbe o dovrebbe vedere. Risulta destabilizzante osservare un emblema di soccorso e protezione insudiciato, insanguinato. E questo fa pensare, più di mille parole.

La pistola rivolta contro chi spara

Il visual chiude, concettualmente e simbolicamente, con l’immagine banksiana del poster 2. Una scelta molto moderna che ammicca alla street art, ai linguaggi più avanguardisti e pop dell’arte contemporanea e alla guerrilla marketing: una mano graficizzata, resa attraverso un monocromo nero, rivolge il mirino contro se stessa: “la violenza contro gli operatori sanitari è un suicidio”, recita lo slogan a corredo dell’immagine. Perché questo avviene, di fatto: oltre alle vittime dirette degli attacchi, le violazioni contro strutture e operatori sanitari privano la popolazione di un servizio essenziale, con migliaia di vittime conseguenti. Un atto autolesionista e suicida.

Il megafono

Dal 2017, anno del lancio dell’hashtag internazionale, Croce Rossa italiana aderisce alla campagna virale #NotATarget, nell’ambito della più ampia iniziativa “Health Care in Danger”, lanciata sempre dal CICR a seguito della tragedia di alcuni operatori e volontari uccisi in Afghanistan e, poco prima, anche in Nigeria e in Siria. In occasione di “Non sono un bersaglio” è stato lanciato il relativo hashtag  #NotATargetItaly, anch’esso reso attraverso la grafica di un mini-megafono che lo racchiude. Per amplificare e diffondere il più possibile il messaggio. 

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